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i Baschera i Nonino i Pirzio-Biroli la storia continua

Dov'è Il Castello di Brazzá?

Vedutta del parco.
Nel fondo, il castello contornato dai cipressi,
e il muro coperto di vegezione.
Alla destra, la Chiesetta di San Leonardo

Bisnonna Pina zio Bruno,
nonno Uria,
Papá, nonna Livia
e il bisnonno Nonino a Brazzá, 1946.
Una delle ultime
fotografie di
Pina


Quello che sapevamo da piccoli

Papà e nato al Castello di Brazzà. Suo nonno Giuseppe Nonino era stato il maggiordomo nell castello per più di sesanta anni. Nonino era anche il autista e aveva a la sua cura tutta la lavore di tenuta della villa e lo stabile di Brazzá.
Tutta la famiglia, ma principalmente mia nonna Livia (figlia di Nonino), Papá e il zio Bruno raccontavano storie di meraviglie su Brazzá giachè loro insieme a mio nonno Uria e mio bisnonno Nonino, (a chi non ho conosciuto) sono stati cui hanno visutto più Brazzá -foto della destra-.
L'antico Castello Medioevale, il palazzo del secolo XVIII, la Chiesa di San Leonardo, Pietro Savorgnan de Brazzá e le sue spedizioni all'Africa, la Condessa, la Condessina, Detalmo, sono satte imagini che hanno arrichito i miei sogni di avventura di piccolo.
Pero è statta una storia particolare che hanno visutto quando abitavano a Brazzà, quella che più seriamente raccontavano.
¡E non era per meno!

Detalmo, il Figlio della Condesina aveva spossato Fey Von Hassell, figlia dell'Ambasciatore del Terzo Reich in Italia, Ulrich Von Hassell cui in 1944 aveva fatto parte del complotto che perfino aveva ucciso Hitler in Berlín. Fù portato a giudizio, e condannato a morte immediatamente.
La Gestapo aveva base nel Castello di Brazzá, e portarono Fey e suoi due piccoli figli a Berlín. Fey fu traslocata per varii campi di concentramento e allontanata dei figli fino 8 mesi più tarde quando fù lasciata in libertà, pero non trovò i figli dove i Nazi le avevano detto di troivarli. Finalmente la madre di Fey fù cui mesi più tardi li trovò in Insbruck. Per essere cosí piccolino, Robertino, il menore dei fratelli cuasi non ricordava alla sua famiglia. Cosí è che quando li anno mostrato delle fotografie di Brazzà, quella che ha riconosciuto di prima era stata una dove c'era Mirko, il cavallino bianco cui quale Nonino li portava a gioccare. I bambini ritornarono così a casa.
Ancora oggi, la gente vicina al Castello ricorda la festa che hanno fato a Brazzà per celebrare il ritorno di Corradino e Robertino.

Siccome li altri figli di Nonino erano emigrati all'Argentinaprima della guerra, con la scomparsa di Pina in 1946 Nonino, Livia e Uria hanno deciso di venire a Buenos Aires con Bruno e Silvano (papá).
Non sono mai ritornati a Brazzà, e la comunicazione coi Pirzio-Biroli era spessa nei primi tempi, ma dopo si è interrotta.

Apunti più recenti

Piu di 15 anni fa, un amico di papà di nome Toribio Lanzi, conobbe in una visita al Friuli un uomo in una cena cui ha detto di essere stato cercando per anni, una famiglia emmigrata all'Argentina di cognome Nonino oppure Baschera. Dopo la risposta affemativa di Lanzi, quel uomo li lasciò un biglieto con il suo indirizzo per Papà.
Era Roberto Pirzio Bìroli, il più piccolo di quelli fratellini. In quell'epoca a Papà li risultava doloroso scrivere Roberto per dirle che di tutti quanti lui aveva conosciuto, solo rimaneva vivo Papà.

Dunque non lęha fatto. Papà scomparve improvistamente in 1997, e il destino mi è portato quell biglieto.

Quando in lulio di 2006 ho avuto la conferma del mio viaggio a Europa, non ho voluto perdere l'oportunità di conocere Brazzà, e se il destino voleva, poter conocere anche Roberto Pirzio Biroli.

Dopo fare una ricerca in Internet, e non avendo trovato un indirzzo e-mail, ho scrito una lettera a lo stesso indirizzo di quel biglieto.

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Nonino guidando la calesse tirata da il caballo Mirko.
La passegiera è Ilse Von Hassell, madre della signora Fey.